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SALUTE NELLE CITTÀ: BENE COMUNE

La World Health Organizzation (WHO), nel 1948 definiva la salute come  “…uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità” e invitava i governi di adoperarsi responsabilmente, attraverso un programma di educazione alla salute, per la promozione di uno stile di vita consono allo sviluppo di condizioni pratiche in grado di garantire ai cittadini un alto livello di benessere.

Oggi, all’alba del  terzo millennio, in tutto il mondo, alla luce di nuove conoscenze socioculturali non solo mediche, di una maggiore aspettativa di vita alla nascita, di politiche mirate di welfare il concetto di salute si è ampliato coinvolgendo altri aspetti più globali e importanti della vita dell’individuo.

Questo nuovo concetto di salute non si riferisce meramente alla sopravvivenza fisica o all’assenza di malattia, ma coinvolge anche gli aspetti psicologici e mentali, le condizioni naturali, ambientali, climatiche e abitative, la vita lavorativa, economica, sociale e culturale e tutto questo ha nelle città il fulcro dell’azione delle politiche sanitarie.

Oggi questa  nuova definizione di salute che parte dalle città,  ha permesso al WHO di coniare il termine di healthy city, che non è una città che ha raggiunto un particolare livello di salute pubblica. E’ piuttosto una città che è conscia dell’importanza della salute come bene collettivo e che ha messo in atto delle politiche chiare per migliorarla, principalmente attraverso la promozione e implementazione di attività volte a rendere i cittadini fisicamente attivi nella vita quotidiana.

    La città è un bene collettivo o comune, in quanto i cittadini residenti negli spazi urbani condividono non solo gli spazi comuni, quali parchi, strade e servizi, ma anche la cultura e la salute.

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Andrea Lenzi
Coordinatore Health City Think Tank